Once upon a time: the courtyard

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C’era una volta: il cortile

Per alcuni di noi, bambini nel secolo scorso 😀 esisteva uno spazio condiviso che come una agorà, convogliava i paladini selvaggi cuccioli dei genitori, all’epoca impegnati nelle rispettive mansioni chi fuori casa chi in casa ad amministrare le cose di famiglia. Ma soprattutto c’erano le istituzioni addette all’ordine e disciplina generale: i mitici nonni, importante cardine sociale, un ruolo rispettato e porto sicuro.
Nei nostri borghi, ove c’erano questi luoghi, di forma quadrata o similare, vi era una sorta di controllo degli uni sugli altri, un solidale complice vigilare reciproco.
Questo sacrario di tante marachelle era il cortile.
Sul cortile si apriva un mondo di laboratori delle arti e mestieri: il deposito per le biciclette e la riparazione fai da te quando si bucava, il deposito degli attrezzi per lavorare campi e vigneti, dove impilare la legna per scaldarsi d’inverno, la fontana del cortile, le aiuole con i fiori coltivati dalle nonne, il pollaio, la stalla, uno due alberi da frutto non mancavano mai … insomma un microcosmo, chiuso tra 4 cinta ma il cancello d’ingresso era sempre aperto.
Era come la nostra piazza, il nostro impero, la nostra fortezza inespugnabile (megalomanie da bambini) ove si svolgevano i nostri giochi (e si combinava qualche guaio).
Il cortile, una esperienza di vita e di società, di famiglia allargata.
Poi noi siamo cresciuti, e l’architettura urbanistica ha modificato gli spazi urbani, la gente ha cambiato abitudini, i bambini sono stati chiusi in strutture “organizzate” dove sono scolarizzati, seguono schemi, sono gestiti da qualcuno, i nonni non sono nonni ma amici o supplenti dei genitori che sono lavoratori non genitori, guadagnare di più per spendere di più, i figli sono cresciuti da altri, le attività sono tutte programmate…
Il cortile: imparare a organizzarsi, gestirsi, controllarsi e tutto sommato divertirsi, sperimentare, sbagliare, crescere.
Il cortile, un mondo dove merita un viaggio.
Ma sono rimasti vuoti, silenziosi …
Il cortile (quel tipo di cortile, dove il macrocosmo entrava nel microcosmo) resta forse una pagina di un libro antico, libro di memorie, una cartolina sbiadita, una foto in bianco e nero nelle bacheche dei musei.

tania Pizzamiglio 05 novembre 2019

 

Once upon a time: the courtyard

For some of us, children in the last century: D there was a shared space that like an agora, conveyed the savage champions of their parents, at the time engaged in their respective tasks, those outside the home and those in the home to manage family things. But above all there were the institutions responsible for order and general discipline: the legendary grandparents, an important social pivot, a respected role and a safe haven.
In our villages, where there were these places, of square or similar shape, there was a sort of control of one over the other, a supportive mutual vigilance.
This shrine of so many mischief was the courtyard.
On the courtyard there was a world of arts and crafts laboratories: storage for bicycles and do-it-yourself repair when it was piercing, storage of tools to work fields and vineyards, where to stack wood to warm in winter, the fountain of the courtyard, the flower beds with flowers grown by grandmothers, the chicken coop, the stable, one two fruit trees never failed … in short, a microcosm, closed between four walls but the entrance gate was always open.
It was like our square, our empire, our impregnable fortress (children’s megalomanias) where our games were played (and some trouble was combined).
The courtyard, an experience of life and society, of an extended family.
Then we grew up, and urban architecture changed urban spaces, people changed habits, children were shut down in “organized” structures where they are educated, they follow schemes, they are managed by someone, grandparents are not grandparents but friends or alternates of parents who are non-parent workers, earn more to spend more, children have grown from others, activities are all planned …
The courtyard: learning to organize, manage yourself, control yourself and all in all have fun, experiment, make mistakes, grow.
The courtyard, a world where it deserves a journey.
But they remained empty, silent …
The courtyard (that kind of courtyard, where the macrocosm entered the microcosm) remains perhaps a page of an ancient book, a memoir, a faded postcard, a black and white photo on the museum notice boards.

tania Pizzamiglio 05 November 2019

 

Pubblicato da taniapizzamiglio

IPHM member, EBSA member, naturopath, holistic operator, HSE technician, education and social communication assistant, ed. mindfulness, op. international cooperation development projects, etc.

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