Points of view, on the horizon

Punti di vista, all’orizzonte

Finchè l’uomo immaginava la terra piatta, l’orizzonte era la linea di confine oltre il quale vi era la caduta nel vuoto, accade così che non si voglia rischiare poi molto oltre la “soglia” conosciuta di casa.
Quando l’uomo immaginò la terra tonda, un globo sferico, l’orizzonte era la linea di una eterna partenza essendo un confine mai raggiungibile, e prima o poi giravi su te stesso. Era un po’ come ogni andare in cammino sapendo che presto o tardi tornavi alla tua dimora, attraversando un tempo e spazio terrestri ove scoprire, imparare.
Non tutti tornano dai viaggi. Eppure l’importante resta sempre il mettersi in movimento, muovendosi quella linea limite di confine cambia, si sposta, avanza, amplia le possibilità, modifica le prospettive.
Le interazioni tra anime e mente, tra anima e cuore, tra cuore e mente, nel corpo, introverse ed estroverse, potrebbero sottendere allo stesso principio, ovvero i limiti li creiamo noi stessi sia per credenze che per schemi e stereotipi, sia nel momento che lasciamo o permettiamo ad altri di definirci e ci blocchiamo o lasciamo influenzare dal dire di terzi, prima o poi quel guscio va frantumato, altrimenti muori di asfissia in te stesso e non potrai mai conoscere il resto di te e del mondo intero.
tania P.

 

Points of view, on the horizon

As long as the man imagined the flat earth, the horizon was the boundary line beyond which there was the fall into the void, it happens so that one does not want to risk then far beyond the known “threshold” of the house.
When man imagined the round earth, a spherical globe, the horizon was the line of an eternal departure being a boundary never attainable, and sooner or later you turned on yourself. It was a bit like every going on the road knowing that sooner or later you would return to your home, going through a time and space on earth where you could discover, learn.
Not everyone returns from travel. Yet the important thing is always to get moving, moving that borderline line changes, moves, advances, expands the possibilities, modifies the prospects.
The interactions between soul and mind, between soul and heart, between heart and mind, in the body, introverted and extrovert, could underlie the same principle, that is the limits we create ourselves both for beliefs and for patterns and stereotypes, both in the moment that we leave or allow others to define us and we block or allow ourselves to be influenced by the words of third parties, sooner or later that shell must be shattered, otherwise you will die of asphyxiation in yourself and you will never know the rest of you and the whole world.
tania P.

Pubblicato da taniapizzamiglio

IPHM member, EBSA member, naturopath, holistic operator, HSE technician, education and social communication assistant, ed. mindfulness, op. international cooperation development projects, etc.

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