Zygmunt Bauman: The ground on which our life prospects rest is notoriously unstable

ZYGMUNT BAUMAN

Il terreno su cui poggiano le nostre prospettive di vita è notoriamente instabile, come sono instabili i nostri posti di lavoro e le società che li offrono, i nostri partner e le nostre reti di amicizie, la posizione di cui godiamo nella società in generale e l’autostima e la fiducia in noi stessi che ne conseguono.
Il “progresso”, un tempo la manifestazione più estrema dell’ottimismo radicale e promessa di felicità universalmente condivisa e duratura, si è spostato all’altra estremità dell’asse delle aspettative, connotata da distopia e fatalismo: adesso “progresso” sta ad indicare la minaccia di un cambiamento inesorabile e ineludibile che invece di promettere pace e sollievo non preannuncia altro che crisi e affanni continui, senza un attimo di tregua.

Il progresso è diventato una sorta di “gioco delle sedie” senza fine e senza sosta, in cui un momento di distrazione si traduce in sconfitta irreversibile ed esclusione irrevocabile. Invece di grandi aspettative di sogni d’oro, il “progresso” evoca un’insonnia piena di incubi di “essere lasciati indietro”, di perdere il treno, o di cadere dal finestrino di un veicolo che accelera in fretta.


 

ZYGMUNT BAUMAN

The ground on which our life prospects rest is notoriously unstable, as are our jobs and the companies that offer them, our partners and our networks of friends, the position we enjoy in society in general and the self-esteem and the self-confidence that follow.
“Progress”, once the most extreme manifestation of radical optimism and a promise of universally shared and lasting happiness, has moved to the other end of the axis of expectations, characterized by dystopia and fatalism: now “progress” indicates the threat of an inexorable and unavoidable change which instead of promising peace and relief heralds nothing but continuous crisis and trouble, without a moment’s respite.

Progress has become a sort of endless and relentless “game of chairs”, in which a moment of distraction translates into irreversible defeat and irrevocable exclusion. Instead of high expectations of sweet dreams, “progress” evokes an insomnia full of nightmares of “being left behind”, of losing the train, or of falling from the window of a vehicle that accelerates quickly.

Pubblicato da taniapizzamiglio

IPHM member, EBSA member, naturopath, holistic operator, HSE technician, education and social communication assistant, ed. mindfulness, op. international cooperation development projects, etc.

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