Autumn on the table, warming the atmosphere

Autunno in tavola riscaldando l’atmosfera

In autunno, mentre la natura cambia colori per disporsi alla silente nudità dell’inverno, di chiome spoglie che rendono ancora più brillante il colore smeraldo di pinete e cipressi, ecco che tradizionalmente in tavola la zuppa è regina delle serate.

Per tradizione, novembre nella regione Friuli, vedeva la macellazione dei suini allevati a livello familiare, dopo un anno di dedizione alle cure dell’animale alimentato con cibo dei campi e dell’orto e frutteto.
Le zuppe allora venivano “lardate” ovvero insaporite e apportate di proteine e grassi con le parti di suino o manzo utilizzate per i bolliti.

Oggi invece propongo, da salutista e propensione a uno stile alimentare vegetariano, una zuppa di verze sui generis, dallo spirito libero e leggiadro per persone libere e sperimentatrici 😉

Ingredienti:
1 verza (cavolo verza) da cui ho tagliato una fetta grossa circa due dita
1 gambo più foglie di sedano
1/3 di cipolla dorata
1 patata media (non grande)
mezzo cucchiaino zenzero
due fettine sottili di bergamotto
una punta di noce moscata
un cucchiaino scarso di spirulina
due cucchiai di semi di lino macinati
due alici sott’olio
olio e.v.o. q.b.

Lavare e mondare le verdure. Le patate da molto tempo non le sbuccio ma le lavo molto bene ed elimino solo parti rovinate o eventuali germogli.
Mettere sull’induzione (o piano cottura quale esso sia) una pentola alta con poca acqua (il livello copre solo le patate distribuite).
Io ho utilizzato una pentola antiaderente interno rivestito di ceramica bianca.
Continuare tagliando a tocchetti la versa e inserirla sulle patete (intanto l’acqua bolle già).
Tagliare a tocchetti il sedano e inserirlo nella pentola e continuare la stessa operazione con la cipolla e lasciare cuocere (circa 15 minuti in tutto).
Da induzione 12 abbassare a 10 e inserire la noce moscata.
Verso fine cottura inserire le alici con il loro olio e il bergamotto tagliato a pezzi piccoli e sottili.
Terminata la cottura, spento il piano cottura induzione, cospargere di zenzero e spirulina e versare la farina di lino ottenuta macinando il lino (tenetola grossolana). Condire con un filo di olio e.v.o.
Impiattare e degustare accompagnato con un pezzo di pane integrale con farina di mais.

Alla zuppa (che sarà poco liquida) ho incorporato anche la verdura lessata avanzata in precedenza costitutita da versa + carote + cipolla + prezzemolo, creando una sinfonia di aromi e colori.

Buon felice pasto

A novembre, dopo una cena tenuta più leggera, era tradizione a casa dei nonni, una volta a settimana, cuocere sopra la piastra della cucina a legna, le castagne degustate assieme e in allegria. E per i borghi dei piccoli paesi di campagna si spandevano i profumi di caldarroste in case dove brillava un’unica luce che era quella della cucina.
Paesino lungo le sponde del fiume Judrio, uno dei protagonisti e testimoni dei tristi accadimenti delle due guerre mondiali che segnarono questi luoghi.

Autumn on the table, warming the atmosphere

In autumn, while nature changes colors to prepare itself for the silent nakedness of winter, of bare foliage that makes the emerald color of pine and cypress trees even more brilliant, traditionally on the table the soup is the queen of the evenings.

Traditionally, November in the Friuli region saw the slaughter of pigs reared at the family level, after a year of dedication to the care of the animal fed with food from the fields and the vegetable garden and orchard.
Soups were then “larded” or flavored and made with proteins and fats with the parts of pork or beef used for boiled meats.

Today, however, I propose, as a health-conscious and propensity to a vegetarian diet, a sui generis cabbage soup, with a free and graceful spirit for free and experimental people 😉

Ingredients:
1 Savoy cabbage (Savoy cabbage) from which I cut a large slice about two fingers
1 stalk plus celery leaves
1/3 of a golden onion
1 medium potato (not large)
half a teaspoon ginger
two thin slices of bergamot
a pinch of nutmeg
a meager teaspoon of spirulina
two tablespoons of ground flaxseed
two anchovies in oil
extra virgin olive oil. q.b.

Wash and clean the vegetables. I haven’t peeled potatoes for a long time, but I wash them very well and only remove damaged parts or any sprouts.
Put on the induction (or hob whatever it is) a high pot with little water (the level only covers the potatoes distributed).
I used an internal non-stick pan lined with white ceramic.
Continue cutting the pour into chunks and insert it on the patete (meanwhile the water is already boiling).
Cut the celery into chunks and place it in the pot and continue the same operation with the onion and let it cook (about 15 minutes in total).
From induction 12 lower to 10 and insert the nutmeg.
Towards the end of cooking, add the anchovies with their oil and the bergamot cut into small and thin pieces.
After cooking, turn off the induction hob, sprinkle with ginger and spirulina and pour in the flax flour obtained by grinding the flax (tenetola coarse). Season with a drizzle of e.v.o.
Serve and taste accompanied with a piece of wholemeal bread with corn flour.

To the soup (which will be a little liquid) I also incorporated the leftover boiled vegetables previously made up of pour + carrots + onion + parsley, creating a symphony of aromas and colors.

Good happy meal

In November, after a lighter dinner, it was a tradition at the grandparents‘ home, once a week, to cook chestnuts, tasted together and happily, on the wood stove. And through the hamlets of the small country towns the scents of roasted chestnuts spread in houses where a single light shone, that of the kitchen.
Small village along the banks of the Judrio river, one of the protagonists and witnesses of the sad events of the two world wars that marked these places.

Pubblicato da taniapizzamiglio

IPHM member, EBSA member, naturopath, holistic operator, HSE technician, education and social communication assistant, ed. mindfulness, op. international cooperation development projects, etc.

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