#Storia in musica: La leggenda del Piave/History in music: The legend of the Piave

estratto da: La nostra storia, La storia a portata di chat
articolo di Nicolas

Canto: La leggenda del Piave

La “Leggenda del Piave“, è sicuramente uno dei canti più simbolici dell’Italia dello scorso secolo.
Composta dal maestro Ermete Giovanni Gaeta (in arte E. A. Mario) nel giugno del 1918, in seguito alla vittoriosa Battaglia del Solstizio, contribuì a risollevare il morale dei soldati […]. Lo stesso Diaz, insediatosi in seguito alla disfatta di Caporetto al posto di Cadorna, inviò il seguente telegramma all’autore.

“La vostra leggenda del Piave al fronte è più di un generale!”
La canzone venne pubblicata ufficialmente nel settembre del 1918, solo un mese prima della definitiva vittoria italiana. […]
[…] divenne l’inno provvisorio del governo italiano dal 1943 al 1946 in seguito all’armistizio dell’8 settembre. Venne sostituito ufficialmente il 12 ottobre del 1946 dall’attuale “Canto degli Italiani”.

[…] il testo è ricco di riferimenti storici contemporanei e antecedenti alla guerra.

IL TESTO
” Il Piave mormorava
Calmo e placido al passaggio
Dei primi fanti , il ventiquattro maggio:
l’Esercito marciava
per raggiungere la frontiera,
per far contro il nemico una barriera…
Muti passaron quella notte i fanti:
tacere bisognava, e andar avanti! “

Era infatti il 24 maggio del 1915 quando, sulle ali dell’entusiasmo, l’Italia si avviava alla guerra inconsapevole degli enormi sacrifici che l’avrebbero accompagnata per i tre anni successivi.

Sin dalle prime strofe il Piave assume le sembianze umane di un compagno d’arme dell’esercito, in grado addirittura di prevedere l’esito della guerra.

“Ma in una notte trista si parlò di tradimento,
e il Piave udiva l’ira e lo sgomento…
Ahi, quanta gente ha vista
Venir giù, lasciare il tetto,
per l’onta consumata a Caporetto!”
Nel bravo è evidente l’evolversi della situazione della guerra. Successivamente all’entrata in guerra, infatti, il canto affronta il momento più buio delle ostilità: Caporetto. In questa strofa si fa riferimento al presunto tradimento di un reparto italiano in fronte al nemico e, pertanto, responsabile dell’intera disfatta. Sotto il Regime Fascista, però, questa dicitura venne modificata in “fosco evento“. Si appurò infatti che il reparto accusato di tradimento era stato in realtà annientato dall’utilizzo di gas asfissianti.

“Profughi ovunque! Dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
S’udiva, allor, dalle violate sponde,
sommesso e triste il mormorio de l’onde:
come un singhiozzo, in quell’autunno nero,
Il Piave mormorò:
“Ritorna lo straniero!”

Pesante, inoltre, il senso tragico della sconfitta. La ritirata nel caos, il dramma dei profughi, le vie di comunicazione intasate sono solamente il preludio dei drammi che dovrà subire la popolazione nell’anno successivo di occupazione austriaca.

“E ritornò il nemico
Per l’orgoglio e per la fame:
volea sfogare tutte le sue brame…
vedeva il pianto aprico,
di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora…”

Il ritorno degli austriaci è uno spettro che aleggia non solo sul Veneto, ma su tutto il Nord Italia. Solo dal 1866, in seguito alla terza guerra d’Indipendenza, le terre del Nord-Est divennero a tutti gli effetti italiane dopo esser state per circa un secolo sotto l’oppressione austriaca.

“No!” disse il Piave, “No!” dissero i fanti,
Mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde,
e come i fanti combatteva le onde…
Rosso col sangue del nemico altero,
Il Piave comandò:
“Indietro va, straniero!”

Forse la strofa più significativa di tutto il brano, questa appena citata rappresenta il valore con cui gli italiani seppero resistere, a discapito di tutto, sull’ultima linea di difesa possibile: il Piave. Una volta riorganizzatosi, l’esercito seppe resistere a diverse spallate nemiche lungo il fronte del Piave e del Monte Grappa. L’ultima di queste battaglie, combattuta nel giugno del 1918, prese il nome di “Battaglia del Solstizio” e, come accennato in precedenza, fu proprio lo scontro che ispirò alla stesura di questo brano.

“Indietreggiò il nemico
Fino a Trieste, fino a Trento,
e la Vittoria sciolse le ali del vento!
Fu sacro il patto antico:
tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro, Battisti…
Le forche e l’armi dell’impiccatore.
Infranse, alfin, l’italico valore.”

Un anno dopo la disfatta, il 24 ottobre 1918, gli italiani sferrano l’offensiva decisiva a Vittorio Veneto. In poche settimane raggiungono Trento e Trieste, le tanto combattute terre irredente, liberandole dalle oppressioni dell’Impiccatore (l’imperatore). Come se fosse un patto, vengono vendicati i martiri caduti per l’Italia ovvero gli irredentisti Guglielmo Oberdan, Nazario Sauro e Cesare Battisti.

“Sicure l’alpi… Libere le sponde…
E tacque il Piave: si placaron le onde…
Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò
né oppressi, né stranieri.”
Finalmente, dopo più di 3 anni di battaglie, morti, feriti e sacrifici, la guerra è finita.

È il 4 novembre quando il Generale Diaz annuncia il bollettino della Vittoria alla nazione unita in un sol popolo.

excerpt from: Our story, The story at your chat
article by Nicolas

Song: The legend of the Piave

The “Legend of the Piave” is certainly one of the most symbolic songs of Italy of the last century.
Composed by the master Ermete Giovanni Gaeta (aka E. A. Mario) in June 1918, following the victorious Battle of the Solstice, it helped to raise the morale of the soldiers […]. Diaz himself, who took office following the defeat of Caporetto in place of Cadorna, sent the following telegram to the author.

“Your legend of the Piave at the front is more than a general!”
The song was officially released in September 1918, just a month before the definitive Italian victory. […]
[…] it became the provisional anthem of the Italian government from 1943 to 1946 following the armistice of 8 September. It was officially replaced on 12 October 1946 by the current “Song of the Italians”.

[…] the text is rich in contemporary historical references and prior to the war.

THE TEXT
The Piave murmured
Calm and placid in passing
Of the first infantrymen, on the twenty-fourth of May:
the Army marched
to reach the border,
to make a barrier against the enemy …
The infantry passed silent that night:
it was necessary to be silent, and go on! “

It was in fact May 24, 1915 when, on the wings of enthusiasm, Italy set out for war unaware of the enormous sacrifices that would accompany it for the next three years.

From the very first stanzas, the Piave assumes the human form of a comrade in arms of the army, able even to predict the outcome of the war.

“But one sad night there was talk of betrayal,
and the Piave could hear anger and dismay …
Ouch, how many people have you seen
Come down, leave the roof,
for the shame consumed in Caporetto! “
The evolution of the war situation is evident in the bravo. After entering the war, in fact, the song faces the darkest moment of hostilities: Caporetto. In this verse, reference is made to the alleged betrayal of an Italian unit in the face of the enemy and, therefore, responsible for the entire defeat. Under the Fascist Regime, however, this term was changed to “dark event”. In fact, it was found that the department accused of treason had actually been annihilated by the use of asphyxiating gas.

“Refugees everywhere! From the distant mountains,
they came to fill all his decks.
One could hear, then, from the violated banks,
soft and sad the murmur of the waves:
like a sob, in that black autumn,
The Piave murmured:
“The stranger returns!”

Furthermore, the tragic sense of defeat is heavy. The retreat into chaos, the drama of the refugees, the clogged communication routes are only the prelude to the tragedies that the population will have to undergo in the following year of Austrian occupation.

“And the enemy returned
For pride and hunger:
she wanted to vent all his desires …
he saw the open crying,
from up there: he still wanted
feed and rejoice as then … “

The return of the Austrians is a specter that hovers not only over the Veneto, but over all of Northern Italy. Only from 1866, following the Third War of Independence, did the lands of the Northeast become in effect Italian after having been under Austrian oppression for about a century.

“No!” the Piave said, “No!” the foot soldiers said,
Never again does the enemy take a step forward!
We saw the Piave swell the banks,
and how the infantrymen fought the waves …
Red with the blood of the haughty enemy,
The Piave commanded:
“Go back, stranger!”

Perhaps the most significant verse of the whole passage, this one just quoted represents the value with which the Italians were able to resist, to the detriment of everything, on the last possible line of defense: the Piave. Once reorganized, the army was able to resist several enemy shoulders along the front of the Piave and Monte Grappa. The last of these battles, fought in June 1918, took the name of “Battle of the Solstice” and, as previously mentioned, it was precisely the clash that inspired the writing of this passage.

“The enemy backed away
Up to Trieste, up to Trento,
and Victory loosened the wings of the wind!
The ancient covenant was sacred:
among the ranks they were seen
resurrect Oberdan, Sauro, Battisti …
The forks and the hanger’s weapons.
At last it broke the Italian value. “

A year after the defeat, on 24 October 1918, the Italians launched the decisive offensive in Vittorio Veneto. In a few weeks they reach Trento and Trieste, the hard-fought lands of the unredeemed, freeing them from the oppressions of the Hanger (the emperor). As if it were a pact, the martyrs who fell for Italy are avenged, namely the irredentists Guglielmo Oberdan, Nazario Sauro and Cesare Battisti.

“Safe the Alps … Free the shores …
And the Piave fell silent: the waves calmed down …
On the homeland, defeated the grim Empires,
Peace did not find
neither oppressed nor foreigners. “
Finally, after more than 3 years of battles, deaths, wounds and sacrifices, the war is over.

It is November 4th when General Diaz announces the Victory bulletin to the nation united in one people.

Pubblicato da taniapizzamiglio

IPHM member, EBSA member, naturopath, holistic operator, HSE technician, education and social communication assistant, ed. mindfulness, op. international cooperation development projects, etc.

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