Conscience / reputation (q)

“Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.”

Charlie Chaplin

“Worry more about your conscience than your reputation. Because your conscience is who you are, while your reputation is what others think of you. And what others think of you is their problem.”

Charlie Chaplin

Canti di crociata e di pellegrinaggio nell’Europa medievale (XII-XIV sec.) (q)

Crusade and Pilgrimage Songs in Medieval Europe (12th–14th Centuries)

Concerto dell’Ensemble Micrologus parte I

Same species (q)

Ciò di cui non mi persuado è che esseri capaci di cotanta bellezza, genio, inventiva, appartengano alla stessa specie di altri, artefici delle più atroci ignominie.

Michelangelo Da Pisa

What I cannot bring myself to believe is that beings capable of such beauty, genius, and inventiveness belong to the same species as others, the perpetrators of the most atrocious acts of infamy.

Michelangelo Da Pisa

Truth is not difficult (q)

“La verità non è difficile e non consente scelta tra due cose… Questo “tra che sceglie”, come lo definiscono i maestri zen, è espresso dal fatto che chi vuol optare per l’uno deve rifiutare l’altro. Sicché ha luogo una presa di posizione che è sempre unilaterale. Su colui che ha optato per il bene agisce anche il suo contrario. Poiché si attiene al bene (idee, valori) egli ne diventa schiavo nella stessa misura in cui altri è schiavo delle passioni”

Zen

“Truth is not difficult and allows for no choice between two things… This ‘choosing between,’ as Zen masters define it, is expressed by the fact that whoever wishes to opt for the one must reject the other. Thus, a stance is taken that is always one-sided. The opposite also acts upon the person who has opted for the good. Because he clings to the good (ideas, values), he becomes its slave to the same extent that another is the slave of passions.”

Zen

There is an end to everything (q)

C’è una fine per tutto e non è detto che sia sempre la morte.

Giorgio Gaber

There is an end to everything, and it is not necessarily death.

Giorgio Gaber

If you don’t breathe (q)

“Se non respiri, il corpo muore… se non ami, muore l’anima.”

Osho

“If you don’t breathe, the body dies… if you don’t love, the soul dies.”

Osho

Memories and habits (q)

“Non ci sono persone ma fasci di memorie e abitudini. Se vedi questo la persona cessa”

Nisargadatta Maharaj

“There are no people, only bundles of memories and habits. If you see this, the person ceases to exist.”

Nisargadatta Maharaj

Blood & habit (q)

La gioventù cambia di gusto per bollor di sangue e la vecchiaia conserva i suoi gusti per forza d’abitudine.

Francois de La Rochefoucauld

Youth changes its tastes due to the heat of the blood, while old age retains its tastes through the force of habit.

François de La Rochefoucauld

Transizioni

Ogni transizione porta con sè molti dubbi.
Che sia una transizione monetaria invece che sociale, di stato o di ruolo, e via discorrendo, in quel lasso di spazio o di tempo tra il prima e il dopo, tra la situazione di partenza e quella di approdo, cosa accade veramente? cosa si perde e/o cosa si aggiunge? quale processo opera davvero? che cosa avviene e che cosa è accaduto? che cos’è tra il prima e il dopo quel “durante”?
Quali ostacoli? quali cambiamenti? è semplice? è accessibile? è prevedibile? è direzionabile? è determinabile o determinante? è replicabile? è infinita o finita? e via dicendo.
La transizione è esperenziale o sfugge? è consapevole o inconoscibile? dove si trova durante la transizione il transeunte o il soggetto del cambiamento, o meglio del transire? qual è la consapevolezza oppure manca consapevolezza?
Se tutto è divenire, se tutto è in transizione, il prima e il dopo sono mere istantanee da cui spiccare il prossimo salto diveniente, pertanto cercare punti fermi saldi de “il prima” e “il dopo” sono speculazioni e manipolazioni giacché sarebbero dei punti morti o di fallimento se si volesse fissarli. Questo è forse l’atavica presunzione e dominio umano dell’imporre sentieri educativi e formativi (forma) per incastonare e bloccare forzatamente le persone in “status quo” stagnanti dove ogni sistema omeostatico muore perché non è ambiente consono per cui poi potete ben capire cosa si possa costruire (ed è stato realizzato) attorno all’irretire gli individui in simili nodi tra le maglie di trame e orditi della vita. La vita scorre e fluisce al di fuori delle chiusure e punti morti. Infatti!

Transizioni dunque. Passaggio da un modo di essere ad un altro, da una condizione o situazione ad un’altra diversa. Le transizioni sono come fasi intermedie di un processo in cui la condizione delal fase iniziale in qualche modo si altera dando luogo a una nuova condizione. Un rimodulare. Un passaggio da uno stato ad un altro che scambia energia con altri sistemi o con il contesto in cui ci si trova.
Le transizioni avvengono anche con l’interiorità, con la profondità, tra ciò che separa quello che si trova a livello superiore o superficiale da quello che si trova in un livello inferiore ovvero interiore, profondo.
L’accadimento o accadimenti avvengono quindi in quel frangente del essere in atto la transizione, lì c’è la dinamica, il cambiamento (il prima e il dopo sono partenze e raggiungimenti, infra vi è il passaggio, cambiamento, transizione appunto, dove può esserci più resilienza o meno, rottura o rafforzamento, crescita o perdita, mutazione o regressione, ecc.), è nel mezzo che accade qualcosa (non prima e non dopo ma tra i due stadi).
Transire = passare; trans: oltre + ire: andare

by tania

Style is a way (q)

“Style is a way to say who you are without having to speak.”

Rachel Zoe

«Lo stile è un modo per dire chi sei senza dover parlare.»

Rachel Zoe

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