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Don’t lose the desire to walk It/En/E/P

Non perdere la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata… ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati…
Perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene.

Bruce Chatwin

citato su: Newsletter Traterraecielo

 

Do not lose the desire to walk: I, walking every day, I reach a state of well-being and I leave behind every disease; I had the best thoughts while walking, and I do not know so heavy thought that it can not be left behind with a walk … but standing still you get closer and closer to feeling sick …
So just keep walking, and everything will be fine.
Bruce Chatwin

quoted on: Newsletter Traterraecielo

 

No pierdas el deseo de caminar: yo, caminando todos los días, alcanzo un estado de bienestar y dejo cada enfermedad; Tuve los mejores pensamientos mientras caminaba, y no sé qué tan pesado es el pensamiento de que no se puede dejar de lado dando un paseo … pero si te quedas quieto, te acercas más y más a sentirte enfermo …
Así que sigue caminando, y todo estará bien.
Bruce Chatwin

Citado en: Newsletter Traterraecielo.

 

Não perca o desejo de andar: eu, caminhando todos os dias, alcanço um estado de bem-estar e deixo para trás toda doença; Eu tive os melhores pensamentos enquanto andava, e eu não conheço pensamentos tão pesados que não podem ser deixados para trás com uma caminhada … mas ainda assim você fica cada vez mais perto de se sentir doente …
Então continue andando e tudo ficará bem.
Bruce Chatwin

citado em: Newsletter Traterraecielo

when one is uncomfortable It/En

quando uno è scomodo non rimanda le scelte. Quando uno è scomodo non si addormenta nelle abitudini o nelle comodità. Quando uno è scomodo, rimane sveglio. Le comodità invece rammolliscono, ti addormentano se non vengono viste come doni, come trampolini, come opportunità. E non basta capire la trappola della comodità per diventare immuni al meccanismo.

E’ nel crinale che scegli, non in fondo all’imbutoSoffrire non aggiunge niente ai propri meriti morali, ma mi porta a schierarmi, a scegliere. Perché è più difficile stare fermi quando si è scomodi. Il crinale mi permette di rischiare (quindi di vivere: rischia chi è vivo!), il fondo dell’abisso è come il punto più basso di una V: non ho più energia e non ho alternative. E’ la fine del Diavolo dantesco. Il dolore invece porta sul crinale, come il punto più alto di una A: posso fare bene o male, scegliendo uno dei due versanti, ma posso scegliere.

[…] non ha smesso di scegliere, di sperare, di combattere. Non è questa la vita?

Noi ci accorgiamo della vertigine che proviamo quando ci capita di essere sul crinale? […] O preferiamo vederci già in fondo alla “V” per non rischiare? Facendo scegliere al fato barbaro, senza reagire, senza combattere? Senza sperare?

ndr. Aleteia, art. di Massimo Ippolito

 

when one is uncomfortable he does not refer choices. When one is uncomfortable he does not fall asleep in habits or comfort. When one is uncomfortable, he stays awake. The comforts instead soften, they fall asleep if they are not seen as gifts, as trampolines, as opportunities. And it is not enough to understand the comfort trap to become immune to the mechanism.

It is in the ridge you choose, not at the bottom of the funnel. Suffering adds nothing to one’s moral merits, but leads me to take sides, to choose. Because it’s harder to stay still when you’re uncomfortable. The ridge allows me to risk (so to live: risks who is alive!), The bottom of the abyss is like the lowest point of a V: I have no energy and I have no alternative. It is the end of the Dante’s Devil. Pain, on the other hand, leads to the ridge, like the highest point of an A: I can do well or badly, choosing one of the two sides, but I can choose.

[…] has not stopped choosing, hoping, fighting. Is not this life?

We realize the vertigo we feel when we happen to be on the ridge? […] Or do we prefer to see ourselves already at the bottom of the “V” so as not to risk it? Doing to choose barbarian fate, without reacting, without fighting? Without hope?

ed. Aleteia, art. by Massimo Ippolito

Nelle mie scarpe

Angelo Gabrb3

Chissà quanti passi avremmo fatto insieme noi, quanti giochi avresti fatto con le mie cose.
Ti immagino nelle mie scarpe
Per un folle e crudele destino sono io a calzare i tuoi giochi, invento e ti racconto storie cercando di strapparti uno sguardo, una piccola attenzione, un effimero sorriso…
E così passano le nostre giornate, pochi passi, in quattro mura, accerchiate di amici immaginari, storie fantastiche e avventure che mai potrai vivere o solo immaginare!
Non saranno certo delle scarpe a farti fare piccoli o grandi passi, tu di passi ne fai tanti, ogni giorno… affronti il cammino nel tuo modo, ce la metti tutta, nonostante le tue complicate sofferenze.
Ed io ti accompagno nel percorso, ti tengo la mano, ti guardo vivere in questo corpicino inerme che ha tanto da raccontare e tanto da insegnare. Allora ecco, sono io ad ascoltare le tue storie “fantastiche” che solo tu…

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La filastrocca dell’autonoma

Senso della vita

Non dirmi “sciocco” oppure “somaro”,
sono parole dal gusto amaro.
Non dirmi “aspetta, ti rispondo dopo”,
se lo chiedo ora, ci sarà uno scopo.
Non chiedermi sempre e solo perché,
ne sono certo, lo sai già da te.
Se poi non mi urli tutti i santi giorni,
sarò più felice quando ritorni.
Non chiedermi cose sotto ricatto,
o imparerò il prezzo di averlo fatto,
non per amore, ma per esser costretto
e non di certo perché ci rifletto.
Se sono stanco e non capisco niente,
è perché stanca è anche la mente.
Non mi gridare se rovescio il latte,
chissà tu, da piccola,quante ne hai fatte.
Non dirmi mai che non si può fare,
tra il dire e il fare non sempre c’è il mare,
o che non posso cambiare il mondo
e ci crederò in un nanosecondo.
Se aggiungi sempre “ma”, “forse”,‘‘però”,
stai pur sicura non ce la farò.

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Non serve ora – contro la violenza sulle donne

Senso della vita

Non fu per gioco
che ascoltai la tua voce.
Mi giunse dal remoto
l’ eco violento della guerra
Temevo, ma ti comprendevo!
Ad ogni tua richiesta
non fu amore,
scambiavo la realta’.
Quanto ti avevano tolto, pensavo!
Restavo li’ a studiarti,
il mio cuore voleva aiutarti!
Cresceva in filo d’ obbligo, l’ amore!
Come un ciliegio
che perde in pazienza i suoi frutti
e alla stagione si piega,
posi ai tuoi piedi piccolezze
ed ambizioni.
Volevo solo curarti.
Intanto, ti gonfiavi di ossessioni!
Ho rotto in casa gli specchi,
ora ch’ e’ tardi!
M’ abbraccia una calma mai vista!
L ‘ultima cosa riflessa
di cui ho memoria
e’ il mio volto sfigurato
col quale adesso convivo.
E sui vetri appannati
resiste la scritta
che non si pieghi mai l’ amore
ai divieti,
che non si alieni
al possesso ammalato!

DIRITTI RISERVATI, Anna DE FILPO @ COPYRIGHT. 23/11/2018. FHOTOWEB

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the imprinting of your going away… It/En/Es

L’impronta del tuo andare via / ho visto / come di un orso bruno.
Ci voleva neve / non asfalto, semafori / resse agli incroci.
Ci voleva silenzio / e pietà / rami caduti.
Silenzio e luce.
Del tuo andare via / solo l’impronta / ho visto.
Poi / nemmeno più quella / cancellata dai passi / della gente.
Il cielo è diventato bianco.
Un orso ha attraversato sulle strisce.
Per un attimo è sembrato ci fosse aria di neve.
Ho spintonato qualcuno / e ho superato l’incrocio.

Livia Bonetti

 

The imprint of your going away / I saw / as a brown bear.
It took snow / non-asphalt, traffic lights / intersections at intersections.
It took silence / piety / fallen branches.
Silence and light.
Of your going away / only the imprint / I saw.
Then / even more than that / canceled by the steps / of the people.
The sky has turned white.
A bear has crossed on the strips.
For a moment it looked like there was snowy air.
I shoved someone / and I passed the intersection.
Livia Bonetti

 

La huella de tu partida / que vi / como un oso pardo.
Tomó nieve / no asfalto, semáforos / intersecciones en las intersecciones.
Tomó silencio / piedad / ramas caídas.
Silencio y luz.
De tu partida / solo la huella / vi.
Entonces / incluso más que eso / cancelado por los pasos / de la gente.
El cielo se ha vuelto blanco.
Un oso se ha cruzado en las tiras.
Por un momento pareció que había aire nevado.
Empujé a alguien y pasé la intersección.
Livia bonetti